Gli appassionati di vino, o anche coloro che semplicemente amano gustare un calice in compagnia, sanno bene che questa bevanda va conservata e servita nel modo giusto, onde evitare spiacevoli sorprese nel sapore e nelle aspettative degli ospiti.

Per fare ciò l’ideale sarebbe riporre il vino in cantina, luogo in cui vengono garantiti tutti i parametri standard di conservazione, in termini di temperatura, umidità, luce, e così via. Non tutti però possono permettersi una cantina in casa, soprattutto in appartamenti moderni.

La soluzione, in questi casi, è quella di affidarsi ad una cantinetta, cioè ad un frigorifero progettato appositamente per il vino ed altre bevande.

Ma come fare la scelta giusta, visto che le proposte sul mercato sono davvero tante? In questa piccola guida vi spieghiamo quali sono i parametri di cui tener conto, il range di prezzo, i contesti d’uso e le principali aziende produttrici.

Il contesto d’uso: ristorante o casa?

Prima di lanciarsi nell’acquisto di un frigorifero per vini, o cantinetta elettrica, è necessario chiedersi quale sarà la sua destinazione ed il suo scopo. In particolare: quale sarà il suo contesto d’uso? Un conto, infatti, è di tenere una cantinetta in casa, per la propria famiglia e qualche ospite, un altro è utilizzare questo elettrodomestico per un ristorante o un wine bar: le esigenze cambiano e, di conseguenza, cambiano anche gli aspetti di cui tener conto per non sbagliare. Nel primo caso le aspettative potranno anche non essere elevatissime (ma comunque rientrare in uno standard medio), mentre nel secondo occorrerà essere attenti a diversi parametri, anche tecnici.

Cosa controllare: grandezza, consumi, caratteristiche tecniche

Ecco allora tutte le caratteristiche che si devono controllare in una cantinetta elettrica per non incappare in acquisti affrettati. Partiamo dal contesto d’uso e dal numero delle bottiglie ad esso legato. Un utilizzo personale o familiare non richiede un frigo cantina che debba custodire moltissime bottiglie.

In commercio ci sono cantinette anche da 6 bottiglie, per un consumo adatto a poche persone. Quelle da 12 o da 24 bottiglie sono però le più richieste. Chi, al contrario, possiede un ristorante o un locale in cui il vino è protagonista, dovrà puntare su cantinette elettriche più grandi: 42, 64, 165 o addirittura 300 bottiglie, per grandi alberghi o simulazioni di vere e proprie cantine.

Altro parametro di cui tener conto è senz’altro quello dei consumi: controllare la classe energetica di una cantinetta elettrica è infatti fondamentale per evitare di spendere cifre enormi in bolletta! Le classi A ed A+ andrebbero privilegiate, anche se un tantino più care. Un occhio si può chiudere per una classe B, mentre l’acquisto di una classe C andrebbe valutato attentamente, soprattutto per il consumo annuo, e se l’elettrodomestico viene tenuto sempre acceso.

Occorre poi prestare attenzione alle emissioni sonore in decibel: oggi le cantinette in commercio sono quasi tutte silenziose, ma esistono ancora quelle rumorose. Si va comunque dai 30 ai 50 decibel di media: meglio tenerne conto quando si guarda al quadro complessivo.

Molto importante, poi, è la classificazione in zone di conservazione e il materiale degli scaffali. Esistono infatti due tipi di cantinette: quelle ad una sola zona di temperatura, e quelle a due zone. Le prime sono adatte per conservare una sola tipologia di vino (si sa che i vini bianchi, ad esempio, hanno bisogno di temperature più basse rispetto ai rossi), mentre le seconde presentano due zone indipendenti e regolabili con un display elettronico, per custodire tipologie diverse di vini.

Anche il materiale degli scaffali è fondamentale: il legno, in generale, è quello che più si presta a preservare il giusto livello di umidità, cosa che invece non fa il metallo. Su quest’ultimo punto è bene sapere che ci si può concentrare sulle cosiddette “cantinette climatizzate”: quelle cioè che non si limitano a raffreddare, ma provvedono a che tutti i parametri di conservazione (umidità inclusa) siano a posto. Il fattore umidità, va detto, è però importante solo in caso si vogliano conservare dei vini pregiati (se l’utilizzo dell’elettrodomestico viene quindi pensato per un ristorante), altrimenti si può sorvolare. Stesso discorso vale per il parametro luce.

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Le principali aziende produttrici: Klarstein, Tristar, Cavist, Koenig

Sono diverse le aziende che producono cantinette elettriche, e spesso le stesse sono specializzate in produzione di elettrodomestici. Tra i brand più famosi ed affidabili comunque, sono da annoverare Klarstein, Tristar, Cavist e Koenig: scegliere dunque una cantinetta elettrica di una di queste marche significa affidarsi ad una comprovata esperienza.

Klarstein è forse il brand più famoso dei quattro per quanto riguarda le cantine/frigo. Made in Germany e specializzato in piccoli elettrodomestici (frullatori, robot da cucina, deumidificatori) ha fatto delle cantinette la punta di diamante corporate, l’asso nella manica: per cui se si hanno richieste particolari e specifiche è il brand giusto.

Tedesca anche la Koenig, azienda che dal 1960 viene incontro alle più svariate esigenze delle famiglie, nota soprattutto per gli elettrodomestici da cucina e conviviali. Koenig però produce solo cantinette medio/piccole, per un utilizzo casalingo.

Olandese invece il marchio Tristar, che si distingue per la sua accessibilità di prezzi e il suo design intuitivo, per clienti non molto esigenti, che non chiedono grosse performance tecniche agli elettrodomestici ma qualità.

Cavist, infine, è il brand più specifico e settoriale, che produce esclusivamente elettrodomestici e prodotti pensati per il vino. I clienti davvero esigenti, conoscitori del settore, si rivolgono infatti all’azienda francese. Chi, dunque, cerca una cantinetta Cavist, non avrà che l’imbarazzo della scelta.

Range di prezzo: varia in base a grandezza e caratteristiche

Il range di prezzo delle cantinette elettriche varia moltissimo secondo le caratteristiche loro richieste. Ovvio che una cantina frigo di Cavist costerà di più rispetto ad una, molto più basic, di Tristar. Per essere pratici possiamo affermare perciò che si va un centinaio di per ua cantinetta da 8 bottiglie, ai quasi 3 mila euro per una cantinetta da 244 bottiglie, passando per un un range medio di 4-500 euro, soprattutto proposto da Klarstein. Tutto dipende anche dalla classe energetica, dalla divisione in zone (le due zone sono mediamente più care) e dalla climatizzazione (le cantinette climatizzate costano di più rispetto a quelle che consentono la sola regolazione della temperatura). Insomma: un acquisto pensato e non d’impulso, come sempre quando si tratta di vino.

I nostri test

Abbiamo sviluppato questa sezione per aiutarti nella scelta della cantinetta ideale. Da incasso o freestanding, con compressore o senza, climatizzate e non: le abbiamo recensite proprio tutte! Se invece non sai ancora di preciso quello che stai cercando, allora ti consigliamo di leggere prima di tutto la nostra guida alla scelta della cantinetta da vino.