Sta arrivando, puntuale come ogni anno, il mostro (in senso buono) in grado di catalizzare l’attenzione dei media nazionali (e non solo specializzati)…è Vinitaly, la più importante vetrina per l’Italia da Bere.
L’intero mondo del vino è in fermento (giusto per restare in tema): cantine inviano rassegne stampa con preghiera di pubblicazione (il solito metodo ndo cojo cojo tanto caro a Ziliani), associazioni organizzano degustazioni e autobus, insomma il solito pre-Vinitaly. Due anni fa era l’anno del Velenitaly, l’anno scorso era l’edizione della crisi, quest’anno…sembra ancora tutto tranquillo, ma non illudiamoci …
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Secondo quanto emerso dall’ultimo rapporto Ifoam (Federazione internazionale delle associazioni biologiche), l’Italia sarebbe il principale coltivatore europeo di uve biologiche.
Nel bel paese sono ben 34.000 gli ettari di terra dedicati alla viticoltura biologica, seconda la Francia con 19.000 ettari e terza la Spagna con 16.000. Questi i 3 pesi massimi europei, la Germania, quarto produttore del continente, dedica solamente 4.000 ettari a viti bio.
Questo post nasce dopo aver letto la notizia dei nuovi Google Goggles e il post Quale sarà il futuro dei sommelier? pubblicato da Massimo Sacco su Vino24.
Si perchè inovazione tecnologica e vino sono due mondi che procedono a strettto contatto più di quanto non si possa immaginare e, di tutte le notizie apparse ultimamente, quella dei Google Goggles è quella che mi fa più di tutte fantasticare sul futuro del vino.
Durante le feste si è soliti stappare un numero di bottiglie non indifferente. In particolare, per la cena della vigilia e il veglione di capodanno spesso si servono ai propri commensali un numero di vini che solitamente è pari al numero delle portate. E’ sicuramente tanto l’entusiasmo di poter proporre ai propri amici dei vini abbinati ad hoc per ogni portata ma, a feste finite, spesso ci si ritrova la cucina piena di “fondini”.
Quante volte siete andati al ristorante, magari in 2, e a fine pasto vi siete ritrovati con la bottiglia ancora mezza piena (o mezza vuota se siete degli irrinunciabili pessimisti). Oppure avete preso una sola bottiglia quando invece volevate stupire i vostri commensali proponendo abbinamenti ad hoc per ogni portata?
La preoccupazione di non finire la bottiglia, e il rischio di incappare in etilometri sulla strada del ritorno, sono due fattori che influenzano non poco sulla scelta del vino al ristorante.
Solitamente si ripiega acquistando il vino al calice (buona fortuna!) oppure …