E’ uscito da poche ore ma nel web è già popolarissimo. E’ stato ripreso da numerosi siti, questo compreso. E’ l’articolo dell’Espresso intitolato Benvenuti a Velenitaly, un resoconto di una maxi operazione che ha visto come protagonisti 20 aziende italiane specializzate nella produzione di vino di infima qualità.
I reati contestati vanno da associazione a delinquere fino ad associazione mafiosa. Tutte comprese tra le province di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia, Puglia e Sicilia.
Questi produttori avrebbero immesso in commercio 70 milioni di litri di vino composti solamente per il 20%-40% del prezioso nettare ottenuto dalla fermentazione dell’uva. Il restante 60% sarebbe una miscela di acqua, concimi, fertilizzanti, zucchero, acido cloridrico e acido solforico.
Uno smacco per il Made in Italy da bere, che arriva proprio dopo il rientrato (speriamo) allarme riguardante la mozzarella di bufala alla diossina ed il caso “Brunellopoli”.
E’ questa l’immagine che vogliamo dare all’estero?