E’ la vite più antica e grande del mondo e si trova nei pressi di Castel Katzenzungen, in Alto Adige. Si tratta del Versoaln, per il quale si è conclusa in questi giorni la vendemmia: si estende per ben 300 metri quadrati di superfice e cresce a ridosso di un muro su un terreno porfirico da ben 350 anni, producendo ancora oggi un invitante e delizioso vino bianco.

E’ proprio la sua età a rendere la vite un monumento naturale davvero unico nel suo genere che gli appassionati devono assolutamente vedere.

La vite non è sempre stata di proprietà del Castel Trauttmansdorff, che ha iniziato a curarne la lavorazione e la raccolta dal 2006 con la collaborazione del Podere Provinciale Cantina Laimburg. Oggi dalle uve che vengono coltivate e raccolte nascono all’anno circa 300 bottiglie di vino rivolte a chi ama questa delizia e non rinuncia ad assaporare il patrimonio storico e culturale della zona, legato indissolubilmente al suo vino.

La leggenda racconta che la vite sia stata piantata 350 anni fa circa dagli ultimi proprietari del Castello, i Schlandersberg, proprio agli inizi del XV secolo, ma le prime testimonianze ufficiali del vitigno risalgono solo al 1660. A mettere fine ai dubbi ci ha pensato l’università di Gottinga che ha dato conferma alla leggenda, stabilendo in maniera approssimativa l’età del vitigno a circa 350 anni, datazione che comunque è sufficiente per collocare il Versoaln fra le viti più antiche di tutta la terra.

Probabilmente coetanea del Versoaln c’è la vite Stara Trta (la vite vecchia) che si trova nei dintorni di Maribor in Slovenia.

Anche l’etimologia del nome è tutta un mistero: potrebbe derivare da Frason o Faxoal un termine molto antico che indicava le strisce parallele di terra, parecchio lunghe e strette o si potrebbe riferire alla posizione della vigna, collocata su ripidi pendii il cui raccolto veniva trasportato grazie all’uso di corde.

Il vino, in vendita direttamente nel castello, è detto oggi nettare degli dei: il suo colore è caratteristicamente verdognolo e il suo gusto gradevole e leggermente fruttato; la struttura invece è delicata, caratterizzata da una inconfondibile fresca acidità.

La vite presenta foglie particolarmente frastagliate e produce grappoli d’uva con chicchi di media grandezza e trasparenti il cui mosto ha un contenuto zuccherino fra il 16 ed il 19%.

Insomma un vino da provare almeno una volta nella vita.