fn000200Ci sono eventi internazionali che consentono di tirare le somme: è stato il caso della presentazione della guida Slow Wine, tenutasi nella bella New York in collaborazione con Vinitaly. La posizione dell’Italia nel panorama enologico internazionale è chiara: i vini della penisola li amano davvero tutti, per quanto i concorrenti non manchino di certo; i più insidiosi sono sicuramente i vini spagnoli, che cominciano ad essere apprezzati più che seriamente su tutto il territorio americano, e i vini sudamericani, che in un certo senso giocano in casa.

La presentazione della guida Slow Wine si è comunque dimostrata un’ottima vetrina: è stata in grado di attrarre moltissimi partecipanti fra degustatori, buyers e giornalisti e a giorni partirà il tour che porterà l’evento in tour fra Miami e San Francisco.

A mettere in guardia gli italiani, se non fossero bastati i numeri ci ha pensato il fondatore di Wine Opinions, che in conferenza stampa ha confermato l’andamento più che positivo del mercato spagnolo, sia che si tratti della vendita di vini a basso costo, sia che si parli della distribuzione di bottiglie di alto livello.

Per farla breve quella fascia di mercato che fino a ieri l’Italia divideva con la Francia ora vede un nuovo protagonista in gara: la tanto colorita Spagna.

Il consiglio rivolto agli italiani? Quello di proporre novità: d’altronde il mercato americano più di altri ha bisogno di sorprese e novità, e per vendere l’Italia ha necessità di incuriosire ancora i propri clienti d’oltre oceano.

Sconsigliato dunque bearsi dei risultati raggiunti: d’altronde sarebbe fin troppo facile visto che l’export italiano segna ottimi risultati se si considera la percentuale di vendite negli Stati Uniti durante il 2012. A farla da padrone sono come al solito il Chianti, il Barolo, l’Amarone, il Prosecco e il Nero d’Avola.

Che sia arrivato il momento di far assaporare agli americani le molte altre specialità italiane?