Chianti è nell’immaginario comune sinonimo di Toscana. Il Chianti è il famoso vino toscano ottenuto partendo da uve Sangiovese, Canaiolo nero, Trebbiano toscano e Malvasia bianca a bacca lunga. Le origini sono antiche ma è nell’ottocento il che il conte Bettino Ricasoli stabilì le uve destinate alla produzione del Chianti, uvaggio oggi chiamato Taglio Ricasoliano. La zona di produzione comprende aree nel comune di Firenze, Siena, Pisa, Pistoia e Arezzo.

Chianti, vino della Toscana

Data l’ampiezza, l’area di produzione è stata suddivisa in 7 sottozone: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rufina. Nel corso degli anni si è assistito, a livello legislativo, ad una continua espansione delle aree destinate alla produzione di Chianti DOCG. Per questo motivo la zona più antica, quella compresa tra Firenze e Siena, è stata denominata Chianti Classico, a rivendicazione delle origini antiche dell’area di produzione.

L’ammodernamento delle tecniche colturali e di vinificazione hanno permesso a questo vino, un tempo commercializzato nei tipici fiaschi, di raggiungere qualità e buona predisposizione all’invecchiamento (specialmente nei Riserva). Il colore tipico è rosso rubino accompagnato dai sentori tipici del sangiovese, ovvero marasca, viola e sottobosco. Morbido e secco, il Chianti è un vino “che scalda”. Il tutto accompagnato da una buona struttura ed un tannino mai troppo aggressivo. L’abbinamento obbligatorio, nel nome della tradizione, è una succulenta bistecca alla Fiorentina, piuttosto che un piatto di salumi della regione.

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