Il vino si presenta al bicchiere di un rosso rubino discretamente carico, con qualche riflesso granata.
Al naso sembra inizialmente chiuso, quasi timido, poi dopo più di mezz’ora di ossigenazione lascia uscire lievi sentori di frutta rossa con un sottofondo speziato. Manca di intensità rispetto ad altri suoi vini conterranei.
Al gusto mostra grande struttura, forse eccessiva, con tannini in forte evidenza che lo rendono un po’ troppo “spigoloso” sulle gengive. Dapprima lascia sentire quasi esclusivamente un forte sentore di tabacco, poi, dopo quasi un’ora dall’apertura si inizia a rendere più presente la ciliegia tipica del sangiovese, ma purtroppo quest’ultima rimane sempre in secondo piano. Migliora un po’ col passare delle mezz’ore, aggiungendo un piacevole sentore di tostatura dato dal legno (l’ultimo sorso è stato fatto dopo 2 ore e mezza dall’apertura), ma chiude con un finale troppo amaricante e sicuramente non equilibrato.
Il suo prezzo è di quasi 20 euro in enoteca, forse un po’ sovrastimato, ma (badate bene!!!) si tratta solamente di un’annata un po’ sfavorevole per quest’azienda che, di solito, presenta sempre prodotti di buona levatura.

Steve tamburo
domesticosommelier.splinder.com

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