Cari amici eccomi di nuovo a voi per parlarvi di un’altro vitigno autoctono della zona fra Modena e Bologna, ma anche per ringraziare un’altra volta Giorgio Erioli.
Ebbene il Negretto o Maiolo a fine 800 era diffusissimo nella zona, ma negli anni dal 1950 la 1960 si era praticamente perso, ora lo si sta recuperando.
Il MAIOLUS 2009 ha colore rubino intenso tendente al granito, profumi eterei si distingue abbastanza bene la rosa; in bocca l’attacco è gentile quasi morbido e pieno, ma poi viene fuori il tannino che spezza un po’ l’equilibrio iniziale.
Sul Negretto c’è un bella storia, sulla cui veridicità ci sono dei dubbi; io ve la racconto.
Dovete sapere che fra le due guerre a Castelfranco Emilia era in voga l’Osteria del Moro l’unica Osteria di Castelfranco Emilia che vendeva il Negretto in dialetto locale “Nigartein”.
Il Moro era un uomo duro che aveva combattuto in Abissinia, ma aveva il cuore tenero, al punto che si portò a casa due fratelli di 16 o 17, rimasti orfani, anni al suo ritorno, un maschio e una femmina chiamati amabilmente “Nigartein e Nigarteina”.
A quei tempi proprio di fronte all’Osteria del Moro (bastava attraversare la via Emilia) c’era Piraun il fornaio anche lui uomo dura che aveva combattuto sul fronte austriaco , ferito e accolto in una famiglia di contadini di origine slava (così si dice). Anche lui aveva il cuore tenero e ritornò con una signora (più giovane di lui di oltre 20 anni) che aveva impalmato.
Piraun era un grande estimatore del Negretto (il vino) e la moglie per accontentarlo quasi tutti i giorni si recava all’Osteria del Moro a comprarglielo; le malelingue però sostengono che spesso confondesse i due “Nigartein”…

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