Relax, cibo, e naturalmente ottimo vino: è quello che si può trovare durante le piccole fughe dalla città, inseguendo itinerari suggestivi lungo le “strade del vino”. Chianti, Valpolicella, Soave, sono alcune di queste, a cui si dovrà senz’altro aggiungere la Franciacorta, soprattutto per gli appassionati di bollicine.

Se state pensando proprio a questa zona geografica per un weekend all’insegna del gusto e del buon bere, ecco qualche consiglio per i luoghi da visitare, cantine in cui fermarsi, itinerari da seguire e alloggi in cui sostare.

Un luogo magico da scoprire: una fusione di vino ed arte

Siamo in Lombardia, in un comprensorio geografico che da Brescia (e dal Comune di Urago Mella, per la precisione) si estende fino al Lago di Iseo: è qui che nascono i vitigni Franciacorta, in una tradizione millenaria nella produzione di bollicine.

Sembra che la coltivazione delle uve qui risalga addirittura all’era preistorica, nel Neolitico. Certo è che anche il poeta latino Virgilio ne parlava, decantando l’ottimo vino che si produceva in queste zone. La strada del vino Franciacorta (divenuta dal 2000 un’associazione che mette insieme 19 Comuni ed agriturismi, cantine, ristoranti, hotel e bed and breakfast della zona) misura una novantina di chilometri, ed in questo spazio sono tantissime le cantine e le aziende agricole che propongono degustazioni, vendita dei vini ed ospitalità.

A questo si aggiunge l’enorme quantità di testimonianze artistiche e monumentali, rappresentate da castelli, borghi, costruzioni medioevali, musei. Un weekend in Franciacorta è quindi perfetto per fondere cultura e gusto.

I vini della Franciacorta: piccoli tesori in bottiglia

C’è naturalmente “Sua Maestà” il Franciacorta, prodotto con uve Pinot bianco, Pinot nero, Chardonnay ed Erbamat, il primo Brut italiano ad ottenere la DOCG.

Forse non tutti sanno che si divide in diverse tipologie secondo il periodo di fermentazione: 18 mesi bastano per un Franciacorta classico, mentre 24 mesi servono per un Rosé o un Saten non millesimati (30 mesi, invece per i millesimati), fino ad arrivare a 60 mesi per un Franciacorta Riserva. Perfetto come aperitivo, va molto bene anche come abbinamento per gli antipasti o i dolci.

Ci sono poi i DOC, come il Curtefranca Bianco o Rosso e una categoria IGT, il Sebino, composta da bianchi, rossi e passiti. Non possiamo infine dimenticare i vini DOC di Cellatica, rossi strutturati molto intensi.

Uno dei possibili itinerari: da Cellatica a Rovato tra degustazioni in cantina e visite ai borghi

Un itinerario che si rispetti non può che partire da Brescia, che meriterebbe almeno un intero fine settimana. Non avendo però tutto questo tempo a disposizione, ci si potrà fermare solo per visitare il complesso monumentale di Santa Giulia e il Capitolium, luogo importantissimo dell’antica Brixia. Successivamente ci si potrà spostare a Cellatica, che insieme con Collebeato, Gussago, e Rodengo Saiano ha ricevuto nel 1968 la denominazione DOC per i vini Cellatica e Cellatica Superiore, due rossi di carattere, dall’invecchiamento di almeno un anno.

Situata ad ovest di Brescia, quella di Cellatica è una zona della Franciacorta famosa per i suoi vigneti più antichi, dalle caratteristiche pendenze. Via via che si procede ci si potrà fermare in alcune cantine. A Rodengo Saiano, ad esempio, sarà interessante una sosta all’Azienda Agricola Mirabella, dove Teresio Schiavi con i suoi due figli, Alessandro e Alberto, hanno dato vita ad una viticoltura di gran qualità ma a sostegno dell’ambiente.

Ma chi programma un weekend all’insegna del vino in Franciacorta non può esimersi da una visita in quella che viene definita “la capitale” di questa zona: il borgo medioevale di Rovato. Qui, dopo aver ammirato il rilievo del Monte Orfano e il cinquecentesco convento dell’Annunciata, si potrà passeggiare lungo le vie del borgo tra i resti dell’antico acquedotto romano e recarsi a Ca’ del Bosco, cantina storica del Franciacorta, che periodicamente apre le porte agli eno-appassionati per mostrare tutti i suoi vigneti. Barricaie, caveu e la conservazione nella Cupola (il cuore dell’azienda) non avranno più segreti. Un percorso di degustazione a Ca’ del Bosco può durare fino a due ore ma lascia tutti molto soddisfatti.

Consigliatissimo, infine, un giro di degustazione (ma è obbligatoria la prenotazione) presso le cantine Berlucchi Winery, a pochi chilometri da Corte Franca (Bs): il tour, che di solito si svolge di domenica, comprende l’assaggio dei vini più famosi di casa Berlucchi con accanto una selezione di salumi (luganega, soppressata, lardo etc.), formaggi (gorgonzola e taleggio DOP) e confetture.

lago di garda

E per mangiare? Ecco qualche indirizzo di cucina tipica

Nessun vino potrà essere apprezzato totalmente se non gli si affianca la giusta pietanza.

In Franciacorta non c’è che da scegliere tra le infinite proposte disponibili. Restando a Corte Franca, ad esempio, ci si potrà fermare a gustare la cucina tipica della zona all’agriturismo Solive, ricordando le pietanze contadine, oppure alle Due Colombe, dove lo chef Stefano Cerveni proporrà il suo menu degustazione con vini, tra le cui pietanze spicca il Gambero Rosso al Franciacorta con patate viola. 

Anche l’antico borgo di Rovato offre diverse opportunità per mangiare. Qui sarà immancabile una puntata alla cascina Alberelle, in pieno stile lombardo, dove poter assaggiare i garganelli alle verdure, i tortelli al Bagos, e poi salumi, formaggi (tra cui la robiola bresciana), more, polenta, oltre agli immancabili vini della Franciacorta.

Verso il lago di Iseo, infine, si potrà provare l’esperienza di far rivivere i sapori di mare e terra gustando un piatto a base di coregone (un pesce di lago) con pane secco, sale, acciughe, capperi e verdure di stagione. Un indirizzo da provare (tra i tanti altri che, è il caso di dirlo, offrono tutti un’ottima qualità di cibo e di servizio) potrebbe essere l’Antica Trattoria del Gallo a Clusane d’Iseo, dove il coregone viene anche preparato alla griglia e magari preceduto da un piatto come il risotto col Persico Reale. Insomma, il territorio della Franciacorta lascia in chi lo visita la voglia di ritornarci, magari per più tempo e non solo per un weekend.