Diventare sommelier è il sogno di moltissime persone in Italia, anche molto giovani, che desiderano entrare a far parte del complesso ed affascinante mondo del vino. In queste miniguide parliamo della professione di sommelier, di cosa essa comporti e quali sono i migliori corsi di formazione per arrivare davvero e seriamente a conseguire questo titolo.

Dopo una visione d’insieme e un focus sui corsi promossi dalla AIS, qui ci soffermeremo su un altro ente molto importante, che consente di diventare sommelier professionista e di inserirsi nel mondo del lavoro: la FISAR.

Vediamo allora qual è la storia di questa federazione, e poi quali sono i requisiti per partecipare ai corsi che propone, qual è la loro durata, il loro costo e il luogo in cui si svolgono. Un’occhiata finale, infine, agli sbocchi professionali e al placement che comportano.

Cos’è la FISAR: cosa fa e qual è la mission dei corsi

La FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) nasce nel 1972, proponendo già allora dei percorsi di formazione altamente qualificati per le professioni nel mondo del vino, oltre che eventi, degustazioni, incontri con esperti del settore. Presente in tutta Italia, attraverso le Delegazioni, può contare su un numero che oggi supera i 15 mila associati.

I percorsi di formazione FISAR si differenziano dagli altri in quanto non si soffermano soltanto sulla bevanda vino ma offrono una panoramica totale, anche su birra e distillati, affiancando un iter di conoscenza scientifica e giuridico/normativa per le imprese.

Molto interessante la posizione che FISAR ha assunto negli ultimi anni per la valorizzazione della figura femminile nelle professioni del vino, con il progetto “FISAR in rosa”. È inoltre partner di Slow Food e ogni anno dà vita al ConVi, la Consulta nazionale del vino italiano.

Requisiti, quanto costano e quanto durano i corsi FISAR

Come si è detto per l’AIS (leggi l’articolo qui), anche i corsi di FISAR sono articolati su tre livelli, l’uno propedeutico all’altro (non si può frequentare il secondo senza aver frequentato il primo, e il terzo senza aver frequentato il primo ed il secondo).

Per iscriversi ad un corso FISAR non occorrono particolari requisiti tecnici o di curriculum (a meno che non si scelgano percorsi destinati già ad esperti), ma di propensione alla professione: sensibilità per la cultura del vino, approccio aperto a tutte le caratteristiche di quest’ultimo, passione per il cibo e per i giusti abbinamenti degli ingredienti. 

Per quanto riguarda i costi essi si aggirano su un totale in media di circa 1.500 euro (le variazioni di pendono dalle sedi regionali), dato dai 450 euro del primo livello, 490 euro del secondo e 520 euro del terzo livello, comprensivi dei costi dell’esame finale. I costi comprendono anche tutto il materiale per seguire i corsi: libri, quaderni per appunti, valigetta con calici da degustazione, altri strumenti.

La durata dei corsi varia da livello a livello: il primo dura tre mesi e mezzo, mentre gli altri due hanno una durata di circa sei mesi. Complessivamente, comunque, come per AIS, bisognerà mettere in conto circa un anno e mezzo di impegno, considerando anche i test di verifica per passare al livello successivo e l’esame finale.

Se non si riesce a superare quest’ultimo niente paura: si potrà ritentarlo a fronte di un pagamento di una piccola tassa nella sessione successiva. Un ultima cosa da sottolineare, infine, è che vengono tollerate al massimo quattro assenze per ogni livello, pena l’esclusione dai corsi.

Cosa si studia e dove si tengono i corsi

Le materie di studio dei corsi FISAR presentano una diversa difficoltà secondo ognuno dei tre livelli.

Il primo livello FISAR

Durante il primo livello si comincia, ad esempio, dalle basi: conoscenza degli strumenti (tastewine, decanter, frangino, cavatappi, etc.), corretta disposizione dei vini in cantina, il corretto utilizzo dei bicchieri. Ci si approccia poi alla degustazione, con una prima panoramica sulle differenti caratteristiche dei territori. Si illustrano quindi le principali tecniche di vinificazione.

Il secondo livello FISAR

Gli studi del secondo livello vertono invece sull’enografia nazionale ed internazionale: una sorta di viaggio in tutti i luoghi del vino, in Italia e nel mondo, al fine di tracciare una mappa dell’identità dei vini. Si studieranno perciò le uve e le tradizioni vitivinicole, soffermandosi anche sulle denominazioni DOC e DOCG.

Il terzo livello FISAR

Il terzo livello, infine, è dedicato all’universo degli abbinamenti vino/cibo. Prima si studieranno i principi dell’alimentazione, poi come devono abbinarsi i vini ai cibi e come i vini devono susseguirsi durante un pranzo o una cena. Questo è il livello più pratico dei tre, poiché consta anche di uscite ed assaggi di pietanze, necessari per poter capire l’accostamento ai vini.

Prospettive di lavoro e sbocchi professionali

I corsi FISAR (così come quelli di AIS e di altri enti internazionali) sono molto rinomati nell’ambiente, per cui riescono a posizionare una persona che li ha seguiti ad un certo vantaggio rispetto a chi ha alle spalle percorsi meno seri o conosciuti.

Certamente questo non significa che al termine dei corsi si avrà la certezza di una prospettiva lavorativa, anzi! Occorrerà molta determinazione per riuscire, oltre alla consapevolezza che non bisognerà mai smettere di formarsi ed aggiornarsi, con master, seminari, corsi di perfezionamento.

In generale, però, sono molto ampie le possibilità di impiego: dalle aziende vitivinicole alle cantine, dai ristoranti (stellati oppure no) alle enoteche, fino ai wine bar forniti e rivolti ad una clientela esigente. Si può, altrimenti provare con gli agriturismi, i villaggi turistici, le navi da crociera, le multinazionali, la grande distribuzione, all’interno di supermercati con reparti vini molto forniti ed in qualità di consulenti.

Di solito vengono proposti contratti prima a termine e successivamente si viene inquadrati come dipendenti, con uno stipendio medio che si aggira intorno ai 1.500 – 2.000 euro (più alti, ovviamente, gli stipendi di chi è più esperto o di chi lavora in luoghi stellati o con grandi chef).

Chi opterà per una scelta da libero professionista potrà anche proporsi come consulente per eventi particolari (matrimoni, anniversari, etc.) oppure per fiere di settore e workshop.

Altra possibilità, infine, è quella di collaborare con riviste specializzate, una volta acquisita esperienza, come critico eno-gastronomico o come consulente per pubblicazioni di libri sul tema.