Dopo aver dato uno sguardo generale alla professione di sommelier e cercato di dare dritte su come fare per orientarsi nel vasto ed affascinante mondo delle professioni del vino, proseguiamo le nostre mini guide con dei focus sugli enti che, in Italia e all’estero, tengono corsi per specializzarsi come sommelier e spendere questo titolo nel mondo del lavoro. 

Non potevamo che cominciare dall’AIS, Associazione Italiana Sommelier, la prima associazione italiana di questo tipo, fondata a Milano nel 1965 e con riconoscimento giuridico da parte dello Stato già dal 1973. Rivolgersi all’AIS rappresenta una delle scelte migliori se si decide di intraprendere la carriera di sommelier, poiché essa propone dei corsi per approcciarsi in maniera davvero seria a questa professione, oltre che Master Universitari, seminari ed incontri per aggiornarsi costantemente.

corsi AIS Italia
Logo della Associazione Italiana Sommelier

Se allora state pensando di iscrivervi ad un corso AIS ecco tutte le informazioni che vi servono: dai requisiti, ai costi, dalla durata alle materie di studio, fino ai luoghi in cui seguire e alle prospettive di carriera e guadagni.

Requisiti, costi, durata: tutte le info

Periodicamente l’AIS tiene dei corsi per diventare sommelier, articolati in tre livelli di approfondimento, l’uno propedeutico all’altro: questo significa che non ci si può iscrivere al secondo se non si è superato il primo, e al terzo senza aver superato il secondo. 

Ogni livello ha una durata di circa sei mesi, perciò bisognerà mettere in conto un impegno di un anno e mezzo.

Non esistono requisiti particolari per poter iscriversi ad un corso per sommelier AIS, se non possedere una grande passione per i vini ed una conoscenza di base delle differenze tra vini, annate, cantine, etc. Ovviamente la sensibilità e la propensione spiccata per il vino è fondamentale, così come la capacità di riconoscere le differenze tra sapori, profumi e corposità. È necessario, però, diventare socio AIS (la quota di iscrizione sarà compresa nel pagamento del corso, ma poi va pagata la retta annuale, che ammonta ad 80 euro).

Per quanto riguarda i costi, essi variano da regione a regione (secondo la sede che si sceglie per frequentare, presenti in quasi tutta Italia) e dipendono dalla delegazione locale che li organizza, ma mediamente il costo per l’intero corso si aggira intorno ai 1.800 euro (550 euro il primo ed il secondo livello, 700 il terzo in quanto comprensivo di uscite per assaggi gastronomici e prova di esame).

I costi comprendono anche il materiale didattico fornito dall’Ais (quaderni, libri, strumenti per le degustazioni e la valutazione dei vini). La frequenza non deve essere per forza continuativa: si può scegliere di frequentare il primo livello, poi fermarsi ed iscriversi successivamente al secondo e così via. Successivamente si potrà decidere di specializzarsi maggiormente seguendo dei percorsi di master o seminari.

Cosa si studia e dove si tengono i corsi

I corsi AIS, come detto, si articolano in tre livelli.

Primo livello AIS

Il primo livello è dedicato alle basi della professione del sommelier, per cui si studieranno le origini della viticoltura e dell’enologia, la tecnica della degustazione, i principi basilari del servizio a tavola, comprensivi di temperatura del vino, formazione e gestione di una cantina.

Secondo livello AIS

Il secondo livello si rivolge a chi ha già affrontato il primo livello e si concentra sul legame tra vino e territorio: si conosceranno quindi le peculiarità di ciascun vitigno e la storia della produzione, italiana e straniera. Si approfondiranno inoltre le tecniche sulla degustazione del vino, per coglierne tutte le sfumature di gusto e cominciare ad abbinarlo alle pietanze.

Terzo livello AIS

La tecnica della degustazione e dell’abbinamento ai cibi sarà l’oggetto di studio per quasi tutto il terzo livello. Questo sarà il livello di studio più pratico, dedicato in larga parte alle prove di assaggio, con vini dalle diverse tipologie e l’attenzione sarà rivolta anche allo studio delle pietanze e alla compilazione delle schede grafiche.

L’esame

Al termine dei tre livelli di studio, per i quali sono ammessi al massimo due assenze, pena il mancato conseguimento del titolo, è previsto un esame di abilitazione, superato il quale si potrà diventare ufficialmente sommelier AIS, con tanto di attestato. L’esame consiste in due prove, una scritta ed una pratica/tecnica e mette alla prova le abilità acquisite durante i tre livelli di studio.

Prospettive di lavoro e sbocchi professionali

Sono diverse le prospettive di lavoro per un sommelier professionista AIS. Sia che si decida di lavorare in proprio come freelance che di lavorare come dipendente, occorrerà comunque (come del resto per tutte le professioni) una buona dose di intraprendenza, costanza e pazienza, dal momento che non è semplicissimo entrare stabilmente nel mondo dell’enologia.

Un consiglio sempre valido è quello di non limitarsi ad inviare curricula e rispondere alle offerte di lavoro da parte delle aziende, ma proporsi direttamente dal vivo, autocandidarsi, magari dando prova delle abilità già acquisite con un corso AIS.

Come dipendente si potrà trovare impiego presso grandi alberghi, aziende vitivinicole, cantine, ristoranti, wine bar molto quotati e qualificati, enti del turismo, villaggi turistici, navi da crociera (per il servizio di ristorazione), ristoranti stellati. Da libero professionista si potrà puntare, invece, sulle consulenze non solo per le aziende, ma anche per gli chef stellati, ristoranti ed alberghi esclusivi, per eventi (matrimoni, compleanni, anniversari importanti), fiere di settore, cene eleganti, e perfino per la grande distribuzione, nei supermercati o ipermercati, come responsabile acquisti per il settore vini.

La retribuzione di un sommelier professionista, ovviamente, varia a seconda dell’impiego svolto e del datore di lavoro: se un dipendente di un grande albergo o di un ristorante stellato arriva a guadagnare anche 3, 4 mila euro al mese, gli altri percepiscono uno stipendio medio di circa 1.500-2.000 euro al mese. Discorso diverso per i freelance, che si fanno pagare a prestazione: per cui fatturano dopo ogni singolo workshop, evento o fiera a cui lavorano.

Chi ha frequentato un corso AIS, ad ogni modo, può dirsi avvantaggiato, soprattutto se dopo ha affiancato un master ALMA/AIS (Scuola Internazionale di Cucina Italiana), percorso che vanta livelli di placement molto alti.

Per tutte le altre informazioni o domande ci si può collegare al sito web di AIS www.aisitalia.it e inviare una richiesta alla pagina dei contatti.