Un regalo alla "città eterna"

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Un regalo alla "città eterna"

Messaggio da SileX2004 il sab mag 07, 2011 11:47 am

Chissà se è stato il destino a regalare proprio nel giorno del suo compleanno la DOCG, del suo vino da sempre, alla Capitale? Il 21 Aprile il Frascati ha ricevuto la promozione insieme ad altre due nuove denominazioni "Cannellino di Frascati" e "Montecucco Sangiovese". Speriamo che questo riconoscimento porti i produttori laziali ancora troppo arretrati sia nelle tecniche di coltivazione che nel lavoro in cantina a migliorare un prodotto che appartiene alla storia sin dai tempi della roma dei "Cesari" e più volte nominato dai poeti sia latini che contemporanei. Mi piacerebbe intavolare una discussione sul lazio per sapere cosa ne pensate.
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Re: Un regalo alla "città eterna"

Messaggio da Alberto il mer mag 11, 2011 9:29 pm

Ciao silex

Mi sento di darti il benvenuto nel forum dato che questo e' il tuo primo messaggio.
Saro' onesto ammettendo che non mi intendo di vini laziali quindi mi dispiace ma non posso offristi la sponda per intavolare un discorso. Sono pero' molto curioso di scoprire i vini delle nuove, ma non solo, denominazioni.
Se avrai voglia di raccontarci qualcosa di piu' sui vini di questa terra io sono pronto ad ascoltarti, nell'attesa di toccare con mano qualche buon prodotto.
A presto!
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Re: Un regalo alla "città eterna"

Messaggio da stevetamburo il ven mag 13, 2011 7:49 am

Qualche tempo fa' mi era capitato di fare una piacevole conversazione con uno dei più rappresentativi produttori della zona dei Castelli Romani, e tra i vari argomenti abbiamo toccato proprio qualcosa di attinente.
Ne era emerso che uno dei motivi per cui i vignaioli di quelle zone non sono mai stati particolarmente "incentivati" nei decenni passati a evolvere e a far crescere qualitativamente i loro prodotti è legato alla vicinanza di una città grande come Roma.
La vicinanza di una clientela così numerosa, e spesso magari spinta più sulla quantità che sulla qualità, ha sempre assicurato negli anni passati (parlo degli anni '50, '60 e '70) un totale consumo delle produzioni vinicole circostanti, quindi non c'è mai stato un grande interesse per rese inferiori, affinamenti lunghi e tecniche innovative.
Anzi... Era importante produrre molto, perché la richiesta era costantemente in aumento.
Ora le cose sono cambiate, direi almeno da un ventennio a questa parte, grazie a situazioni logistiche molto più favorevoli, che permettono l'arrivo a Roma di notevoli bottiglie "extra-Lazio", e dal fatto che il turismo massivo, soprattutto straniero, cerca al ristorante i nomi che ha sentito nominare nei rispettivi paesi, quali Chianti, Brunello, Barolo e altri.
Spero, ma sono convinto che sarà così, che i bravi produttori laziali inizino seriamente a sfruttare la potenzialità del loro territorio, raggiungendo tra qualche anno i livelli qualitativi che meritano.
La palla sta a loro...
Questa, ovviamente, la mia personalissima opinione, confortata come dicevo da quanto mi raccontava un bravo vignaiolo della zona.
;)
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Re: Un regalo alla "città eterna"

Messaggio da Alberto il ven mag 13, 2011 9:18 am

Piccolo off topic solo per salutare Steve, bentornato!
Scusate l'interruzione :D
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Re: Un regalo alla "città eterna"

Messaggio da SileX2004 il ven mag 13, 2011 11:52 pm

Concordo pienamente su quanto detto da steve, sicuramente l'importante richiesta prveniente dalla capita fino a venti anni dava modo ai produttori laziali di non soffermarsi troppo sulla qualità; con l'avvento della concorrenza extra regionale e la nuova tendenza prima internazionale e poi nazionale che ha spostato l'ago della bilancia sulla qualità e non piu sulla quantità ha costretto gli operatori del settore ad intraprendere diverse scelte imprenditoriali. Proprio nell'agro pontino abbiamo visto compiere grandi sperimantazioni che mirano al buon connubio tra territorialità e vitigni internazionali, questo ha fatto si che sempre più aziende investissero le loro risorse per migliorare le tecniche di coltivazione e di lavorazione in cantina. Stiamo giungendo ad ottimi risultati negli ultimi anni abbiamo visto "sfornare" dei prodotti che in poco tempo hanno scalato l'Olimpo dei grandi vini sino ad arrivarne in cima, basti pensare al "montiano" tanto per menzionarne uno. Sono sicuro che il Lazio è pronto per uscire da questo "limbo" ci vogliono solo gli stimoli giusti a partire dalla sensibilizzazione dei consumatori sul buon bere che tutti gli amanti di questo magnifico nettare dovrebbero fare nel proprio piccolo perchè solo così otterremo dei prodotti sempre migliori.

P.S. grazie per il benvenuto onorato di far parte di questo magnifico gruppo
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Re: Un regalo alla "città eterna"

Messaggio da stevetamburo il lun mag 16, 2011 9:27 am

Grazie Alberto!!!
Scusate la "latitenza" di queste settimane, ma il piccolo appena arrivato richiede notevoli risorse!!!
:lol:

Silex (grande scelta per questo nick... Ottimo sauvignon, tra i grandissimi francesi...),
concordo pienamente. Sono stato qualche anno fa' in visita all'azienda Casale del Giglio, che per via di sperimentazioni nell'agro Pontino non è seconda a nessuno... e direi con pregevoli risultati!

Sicuramente i risultati sono in grande crescita, ma comunque le grandi potenzialità dei vini laziali erano ben evidenti fin dagli anni '80, solo che in pochissimi ma grandissimi prodotti. Un esempio?
Se volete, leggete un po' questa mia degustazione di diversi mesi fa' del VIGNA DEL VASSALLO 1988 del produttore Colle Picchioni:
http://domesticosommelier.splinder.com/post/23512694/abbiamo-toppato
Un vino sorprendente!

P.S.: Il Montiano è tra i miei merlot preferiti... Peccato che non lo trovo più nelle due enoteche vicino casa...
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Re: Un regalo alla "città eterna"

Messaggio da SileX2004 il lun mag 16, 2011 12:25 pm

Hai colto in pieno quello che intendevo per sperimentazioni, Casale del giglio ha fatto innamorare i romani con lo shiraz, tanto che ogni volta che vanno al ristorante 8 su 10 lo chiedono. Adesso si stanno affacciando su questo tipo di mercato altri produttori che stanno a modo loro reinterpretando quanto portato avanti da Casale del Giglio, sono aziende meno conosciute e quindi a loro vantaggio un marchio non troppo commerciale, magari non presenti nella grande distribuzione e forse per questo più credibili. Perchè come ben sappiamo quando un produttore "sforna" 1 milione e mezzo circa di bottiglie perde come obbiettivo primario la qualità e purtroppo ho sentito parecchi pareri negativi riguardo ad alcune etichette di "Casale" riguardanti gli ultimi due anni e questo non gli fa onore. Detto questo non voglio mettere in cattiva luce nessuno ne diffamare l'unica azienda che ha fatto conoscere ai miei concittadini i vini rossi in primis provenienti da vitigni internazionali in secundis, essendo io cosciente della tipica diffidenza romana.
L'esempio del "Vassallo" è più che calzante ho avuto modo di degustarlo da poco e devo dire che mi ha veramente stupito e complimenti per la recensione(e per il blog)!!!

P.S. Io in cantina ho un Montiano del 2007 che conservo gelosamente anche perchè a breve uscirà la 2008 forse non alla pari
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Re: Un regalo alla "città eterna"

Messaggio da stevetamburo il ven mag 20, 2011 9:01 am

Ciao Silex.

Non nsacondo che mi dispiace e mi sorprende sentire che Casale del Giglio sta avendo qualche anno... diciamo... non all'altezza dei precedenti.
Io di loro ho apprezzato diversi prodotti, in particolare il petit verdot in purezza, con la sua tipica vena di sedano in perfetta evidenza. Un vitigno davvero raro da trovare imbottigliato da solo.

Mi incuriosirebbe davvero conoscere qualche altra piccola realtà che produca "piccole chicche" laziali.
Se hai da suggerire qualche nome, sarà ben gradito (sperando poi di trovarle in zona... :? ).
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