Pensavi davvero di averle già sentite tutte. Ma manco per niente. La nuova nota di colore nel mondo del vino arriva dagli Stati Uniti dove evidentemente le voglia di handmade è talmente tanto forte che il WinePod sta prendendo piede.

winepodSi tratta di uno strumento in acciaio che somiglia molto da vicino ad un elettrodomestico vintage, in grado di contenere una quantità notevole di acini d’uva che pressati automaticamente nel giro di qualche mese diventeranno del vino, per essere precisi 48 bottiglie di vino. Tutto merito del computer interno a WinePod un portento della tecnologia alto 1,2 metri che per portarselo a casa richiede l’esborso di 4500 dollari, per intenderci circa 3300 euro.

Il suo inventore, Greg Snell ci aveva già tentato nel 2007 ma a causa della crisi e della mancanza di fondi aveva dovuto rinviare la realizzazione del suo WinePod che pare oggi essere piuttosto richiesto da chi desidera confezionare in casa il proprio vino. L’ufficio Snell ha deciso di aprirlo a Shanghai e per l’anno prossimo è in programma la vendita di almeno un centinaio di esemplari.

Interrogati esperti del settore, il povero WinePod è stato subito bocciato: non sarebbe in grado di dare vita a prodotti ne strutturati ne pregiati, ma pare che chi desidera un vino semplice e senza pretese non sia interessato alle critiche. Il mercato verso il quale WinePod si rivolge? Principalmente quello Cinese, per quanto anche il paese asiatico abbia elaborato una cultura del buon vino e del buon bere da non sottovalutare.