Tutto vero per lo meno se si da retta alla banca d’affari Morgan Stanley che ci prospetta un futuro in cui ci sarà penuria di vino: passi il petrolio, passi la benzina ma i wine lovers non possono convivere con l’idea che il vino a breve non basterà per riempire tutti i calici del mondo.

Tutta colpa dell’incremento del consumo globale di vino, richiesto specialmente da nazioni emergenti: prime fra tutte la Russia e la Cina. Di contro l’Europa, dalla quale proviene il 60% della produzione di vino mondiale che, sempre secondo la Morgan Stanley, non riuscirebbe a stare dietro alla richiesta. L’anno passato la produzione sarebbe calata di un 6%  e per quest’anno le cose pare non siano andate meglio.

mercato-vinoSe c’è chi storce il naso e non condivide la notizia nessun problema, non siete i soli. Anche l’Organizzazione internazionale del vino non è d’accordo con l’interpretazione dei dati raccolti dalla Morgan Stanley già che secondo quanto analizzato, per quest’anno si è assistito ad un incremento della produzione di vino pari al 9%. Per dirla in numeri quest’anno verranno imbottigliati 281 milioni di ettolitri di vino rispetto ai 258 milioni del 2012. Non solo un incremento in quantità ma anche una qualità piuttosto alta del prodotto nonostante le superfici adibite a vite stiano diminuendo. Nello specifico ad essere diminuita è stata la produzione di vino registrata in Francia sia per il 2012 sia per il 2013 a causa delle cattive condizioni metereologiche: il buco produttivo è stato sanato da Italia e Spagna: quest’ultima per la prima volta supera a livello di produzione la vicina Francia.

Viste queste due posizioni contrapposte a chi è meglio credere: come al solito la virtù e probabilmente la verità stanno nel mezzo e in questa occasione nel mezzo ci sta Pierre Genest, direttore generale della Federazione degli esportatori di vino francesi. Secondo la sua lettura dei dati parlare di penuria è piuttosto allarmistico visto che nel 2013 si è prodotto più di quanto effettivamente consumato. Per quanto le vigne europee siano assistendo ad un ridimensionamento graduale degli spazi loro dedicati, nel resto del mondo la superficie adibita alla coltivazione della vite aumenta; inoltre si perfeziona la tecnologia che consente un migliore sfruttamento delle superfici.

Risultato? Non riempire la cantina di bottiglie: per la penuria di vino c’è ancora tempo.